lunedì 4 novembre 2013

Il ministro D'Alia cazzia il sindaco di messina

Il ministro D'Alia "Il sindaco Accorinti dovrebbe scusarsi pubblicamente con la cittadinanza messinese per una provocazione demenziale e inopportuna, che offende le Forze Armate e la memoria di quanti, anche nostri concittadini, sono morti per la pace in Italia e nelle missioni internazionali" 




Un gesto inopportuno o un candido sermone pacifista?
Oggi il sindaco di Messina Accorinti in occasione della festa delle forze armate ha suscitato stupore per l'inaspettato discorso, stupore e un stimolo di riflessione critica.
Il ministro per l'amministrazione pubblica e la semplificazione ha condannato il gesto del sindaco pacifista ritenendo profondamente offensivo l'intervento nei confronti dei fratelli caduti nelle cosiddette missioni di pace, nonchè nei confronti delle forze dell'ordine.

Il messaggio incriminato del sindaco 
Renato Accorinti ha rivolto un appello a tutti i sindaci italiani, li ha invitati ad esporre la bandiera della pace; in seguito ha recitato l'articolo 11 della costituzione in cui si ripudia la guerra come strumento di offesa, eppur si continua ad usare  celandolo sotto la forma di missione di pace, ribadisce poi che un paese che lascia morire di fame i suoi figli spendendo 20 miliardi per le spese militari non è un paese civile.
Al sindaco Accorinti sta molto a cuore il tema dell'accoglienza si mostra particolarmente solidale nei confronti dei migranti verso i quali dice, si dovrebbe usare piu' umanità ricordando che i siciliani che sono piu' numerosi fuori dai confini siciliani che in sicilia e ne sono grandi esportatori. Come dargli torto del resto! 

Il monito che lascia l'eco è quello pero' che fa riferimento alle parole del presidente piu' amato di sempre Sandro Pertini: ''Si svuotino gli arsenali, strumenti di morte e si colmino i granai, fonte di vita".

Ci chiediamo può essere considerato oltraggioso nei confronti del corpo militare questo messaggio?